Leucocitosi: I danni del cibo cotto e la scoperta di Kauchakof

Tuesday, February 15, 2011 @ 12:02 PM
posted by Marco

cibo cottoNel 1930 è stata condotta una ricerca per dimostrare gli effetti del cibo cotto e raffinato sul nostro sistema immunitario.

Lo studio è stato fatto all’istituto di chimica clinica di Losanna in Svizzera, sotto la direzione del Dr. Paul Kouchakof e riguardava la produzione dei leucociti (globuli bianchi).

Si è scoperto che dopo l’ingerimento di un cibo cotto il sangue risponde immediatamente aumentando il numero di queste cellule. L’aumento del numero di leucociti dopo mangiato è un fenomeno ormai noto che prende il nome di “leucocitosi digestiva”.

Questo fenomeno è sempre stato osservato dopo un pasto cotto e visto che è sempre stato presente è considerato anche dalla medicina moderna come una risposta fisiologica del tutto normale.

In passato nessuno sapeva perché aumentassero i globuli bianchi, sembrava essere una risposta allo stress, come se il corpo stesse reagendo a qualcosa di nocivo esattamente allo stesso modo che avviene quando ci esponiamo a delle sostanze tossiche, a un’infezione o ad una ferita cutanea.

Mentre Kouchakof e il suo team studiavano l’influenza del cibo sulla salute umana hanno fatto una scoperta notevole. Hanno visto che mangiare cibi crudi o cibi riscaldati a basse temperature non provocava nessuna reazione nel sangue. Inoltre se un cibo veniva scaldato oltre una certa temperatura (unica per ogni alimento), o se il cibo era raffinato e (trasformato industrialmente o con aggiunta di sostanze chimiche) questo causava sempre un aumento del numero di globuli bianchi nel sangue.

I ricercatori hanno ribattezzato questa reazione in “leucocitosi patologica” visto che avveniva solo dopo l’ingerimento di alimenti alterati chimicamente dalla temperatura o da altre sostanze.

Gli alimenti crudi e al naturale vengono quindi visti dal corpo come “amici”, ma se gli stessi alimenti li riscaldiamo sopra ad una certa temperatura essi causano una reazione negativa nel sangue, una reazione che è presente solo quando il corpo è invaso da un agente patogeno o da brutte esperienze traumatiche.

Inoltre è stato dimostrato che i peggiori in assoluto, quelli che aumentano notevolmente la leucocitosi sono i cibi raffinati come la farina bianca, il riso bianco o i cibi omogeneizzati o pastorizzati.

La pastorizzazione infatti nata per uccidere i batteri per favorire una lunga conservazione è un processo che espone il cibo ad una temperatura che va dai 60 C° agli 85 C° rendendolo così un cibo “morto” e difficilmente riconoscibile dall’organismo come appunto cibo.

Altre ricerche hanno dimostrato che mangiare cibi cotti dopo un pasto crudo diminuisce il fenomeno della leucocitosi del 50%. Anche la masticazione ha un ruolo fondamentale. Masticando a lungo un cibo raffinato ne riduciamo ulteriormente la dannosità, abbassando ancora la leucocitosi che si forma dopo l’ingerimento.

L’ideale certo sarebbe non limitare i danni e trovare un modo per rendere i cibi raffinati meno nocivi, ma bensì sostituirli totalmente con alimenti crudi, nel loro stato naturale come ci offre il nostro meraviglioso pianeta.

Buon appetito 🙂

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18 Responses to “Leucocitosi: I danni del cibo cotto e la scoperta di Kauchakof”

  1. Silvana says:

    Io sono daccordissimo…sono crudista ….ma ci si sente soli…oggi ho appena lasciato il fidanzato che amo tanto..mi metteva sempre da parte ai suoi festini di grigliate di carne…mi trattava come un ET…ora finalmente attorno a me ho creato il vuoto…soffro ma sono felice.. il mio sogno è aprire un locale vegano crudista.

    • Fabio says:

      da che parte lo vorresi aprire il locale?
      Mi dispiace che tu abbia rinunciato all’amore per via della tua scelta, ma se lui non rispettava le tue scelte vuol dire che no ha capito che l’amore libera l’altro e non lo critica.

      • Valeria says:

        anch’io Silvana per le mie scelte ne ho lasciati parecchi. Meglio così, sono felice delle mie scelte. Ti abbraccio

  2. Marco says:

    Ciao Silvana,
    grazie del commento. E’ vero, siamo in pochi, proprio per questo è necessario trovarsi (anche sul web) per creare la risonanza necessaria e supportarci a vicenda.

    Mi spiace per il fidanzato, probabilmente è stato meglio così per entrambe le parti… Di dove sei?

  3. emanuele says:

    Ciao, non sono nè vegano nè crudista ma condivido pienamente idee e risultati scientifici, negli ultimi tempi ho eliminato cibo spazzatura, bibite e veleni vari, ho ridotto i condimenti e aumentato l’uso di frutta e verdura e credo ch enon andrò oltre (almeno per ora)

    • Giovanni says:

      Ciao Emanuele,

      perdona l’incredibile attesa, il tuo commento era andato perso nella cartella spam.

      Grazie per il tuo commento molto equilibrato, non importa da dove si inizia, hai imboccato la strada per migliorare la tua alimentazione ed è solo questo che conta, i tempi e i cambiamenti possono arrivare da se ma può andare bene anche solo trovare una giusta via di mezzo.

      Giovanni

  4. mario says:

    un bell’articolo,
    però prima di parlare di pastorizzazione io mi sarei guardato cosa significa

    http://it.wikipedia.org/wiki/Pastorizzazione

    inoltre parlare di cibo morto mi sembra abbastanza esagerato e fuorviante

    le parole sono importanti

  5. Marco says:

    Grazie del commento Mario, ho appena precisato le temperature che al di sopra dei 45-50° C distruggono comunque gran parte della vita presente nell’alimento

  6. Fabio says:

    Veramente interessante questo articolo, sapevo che mangiare la frutta cruda o le verdure prima del pasto favoriva la digestione, ma non sapevo che influisse sui leucociti.

  7. Marialuisa Miazzo says:

    anch’io ho fatto le mie scelte con le amicizie, ho creato il vuoto intorno a me perchè non concepiscono vivere senza mangiare cadaveri. Prima vegetariana poi vegana ho scoperto la natura meravigliosa . Ora sto benissimo.

  8. Marco says:

    Ciao Marialuisa, hai fatto bene a fare “pulizia”..Sicuramente ci sono tante persone più sensibili con cui allacciare rapporti sociali.

    Internet in questo senso ci da una mano e ci aiuta a trovarne.

    Un grosso in bocca al lupo per tutto

    Marco

  9. Luciano says:

    Per curiosità..ma ai crudisti non preoccupa minimamente la possibilità di contaminazione dei cibi da parte di parassiti, virus e batteri?
    [Preciso che non sto utilizzando un tono polemico, ma studiando microbiologia certe domande me le pongo 🙂 ]

  10. Marco says:

    Ciao Luciano,

    solitamente considero i batteri abbastanza amici e mi preoccupo di crearne all’interno del mio corpo di buona qualità…

    Comunque in genere sì, ci penso. Sono stato da poco in India ed è molto rischioso mangiare verdura cruda…

    La frutta in questi paesi a rischio va sbucciata, in questo modo non c’è pericolo.

    Non facendoci particolare attenzione infatti ho avuto 4 giorni di febbre alta che ho curato con digiuno totale e riposo.

    In Italia c’è il rischio dei contaminanti chimici se non sbucci la frutta, anche nel biologico (ma meno).

    Quando sono sicuro della provenienza la frutta non la sbuccio quasi mai, altrimenti sì.

    Mangiare la frutta con la buccia, se è sicura, aiuta a creare una flora batterica intestinale sana, uno dei fattori principali che costituiscono la formazione autonoma della B12…

  11. Cassandra says:

    Scusate, ma lo studio originale dove lo trovo?dove è stato pubblicato?Come si chiama?La data esatta?

  12. Marco says:

    Ciao Cassandra,

    Il suo lavoro è stato divulgato con:

    “The Influence of Food on the Blood Formula of Man, P. Kouchakoff, M.D. First International Congress of Microbiology, Paris, 1930.”

    Successivamente ha avuto un nobel nel 1948 sempre grazie alla sua teoria.

  13. salvatore messina says:

    Ciao Marco!
    Ogni mese sono in Marocco per lavoro e spesso siamo soggetti a dissenteria.
    Evitiamo l’acqua del luogo per la diversitá dei batteri a cui il nostro organismo non é abituato.
    Vorrei mangiare piú frutta ed insalata ma :
    – la lavano con acqua corrente (ovviamente del luogo);
    – e poi (nostra ignoranza ) frutta ,ortaggi ed insalate contenendo una grande percentuale d’acqua ( sempre ed ovviamente del luogo) non sono dei vettori della stessa acqua ( per noi intollerabile) ?

    • Marco says:

      Ciao Salvatore,

      In questi paesi è necessario disinfettare la verdura e lavarla con una soluzione di amuchina, oppure più naturalmente con aceto e bicarbonato. Dovrebbe essere sufficiente. Eventualmente se non si è sicuri, basta cuocerla. La frutta è sempre bene sbucciarla se non sappiamo come è stata coltivata.

      L’acqua che viene assorbita dalla pianta per la sua crescita non è la stessa acqua che beviamo poiché la pianta tramite le sue reti capillari filtra l’acqua per poterla utilizzare.

      Ho esperienza in vari paesi ben più a rischio del Marocco e non ho mai avuto problemi utilizzando i giusti accorgimenti.

      In bocca al lupo,

      Marco

  14. enrico says:

    Ciao Silvana di dove sei te lo chiedo perché anche io sono interessato ad aprire un locale fruttaliano.


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